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Laura |
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Benvenuto nel mio Spaces!
January 05 .
December 10 sensibilità"La sensibilita', per noi e' quasi come un marchio di fabbrica. ...e' cosi' facile riconoscerci ...siamo una casta di uomini e donne che si fanno troppi scrupoli… Abili nell’auto-produrre dolore, coltivatori diretti di sofferenze, allevatori di anime... Capaci di lunghi periodi di estraniazione, di esili punitivi, ma anche di grandi slanci emotivi e passionali, talmente travolgenti da risultare esagerati, sgangherati, incomprensibili. E’ cosi' difficile per noi adattarsi a questo mondo di cinici calcolatori, che riescono a programmare tutto: le giornate, il sesso, i sentimenti. Viviamo di precarieta' ed inquietudini, di sogni e ideali... E per non morire ci affidiamo alle note di una canzone, ai versi di una poesia... Siamo spiccatamente individualisti, fragili, spesso incapaci persino di chiedere aiuto, costretti a inventarci delle armature per difenderci... Ma non siamo male, abbiamo solo troppo cuore... e a pensarci bene... quel marchio di fabbrica e' anche un marchio di garanzia ...delle persone sensibili come noi almeno...ti puoi fidare" truccotrucco si, trucco no
da qualche tempo a questa parte, e più precisamente da quando ho ricominciato a lavorare in hotel, diverse persone mi fanno un'osservazione che sta diventando quasi un'ossessione (per gli altri, non certo per me): "ma lo sai che con un pò di trucco, anche leggero, staresti molto bene?"
non riesco a capire perchè mi si chieda qualcosa di cui a me personalmente non me ne frega niente.
a parte che non saprei da dove cominciare anche se volessi farlo...ma qui il punto è un altro...perchè farlo?
non mi è mai piaciuto truccarmi, odio avere in faccia qualcosa di "estraneo", non mi sentirei a mio agio e poi una cosa che di nome fa trucco non mi ispira molto
la stessa parola dice tutto: è un trucco, qulacosa di finto...non sei tu...e allora perchè truccarsi?
io non voglio nascondermi dietro una maschera di colori
probabilmente a chi mi ha mosso questa osservazione non devo piacere molto....se vuole che mi nasconda dietro fard, ombretti, rimmel e porcherie simili... November 24 Prospettiva Nevski - battiatoProspettiva Nevski Un vento a trenta gradi sotto zero incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve. E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi e vecchie coi rosari. Seduti sui gradini di una chiesa aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinsky. E poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario e dei balletti russi. L'inverno con la mia generazione le donne curve sui telai vicine alle finestre un giorno sulla prospettiva Nevski per caso vi incontrai Igor Stravinsky e gli orinali messi sotto i letti per la notte e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione. E studiavamo chiusi in una stanza la luce fioca di candele e lampade a petrolio e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire. un'altra vita - battiato
Certe notti per dormire mi metto a leggere, e invece avrei bisogno di attimi di silenzio. Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene, mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione. Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca; mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali. Non servono tranquillanti o terapie ci vuole un'altra vita. Su divani, abbandonati a telecomandi in mano storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono. Sulle strade la terza linea del metrò che avanza, e macchine parcheggiate in tripla fila, e la sera ritorno con la noia e la stanchezza. Non servono più eccitanti o ideologie ci vuole un'altra vita. |
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