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Laura

LAURA LA TERRA

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suono il basso o almeno ci provo
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In attesa che finalmente torni il soleeeeeeeeee……..

Ti auguro un felice e coloratissimo…….

P10-05-06_12-2.jpg image by Piera1

Apr. 25
laura Cawrote:
Apr. 19

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Apr. 18

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Ti faccio tantissimi Auguroni di Buona Pasqua, che sia una pasqua felice e serena per te e per i tuoi cari, che in questo uovo di pasqua tu possa trovare tutto ciò che puoi desiderare, e che possa renderti felice…Tanti Auguri da Angelo Solitario….

 

 

 


Apr. 10

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MAGIA DELLA VITA

In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perchè non dovrebbe prodursi 
nel cuore dell'uomo?

Kahlil Gibran "Gesu' figlio dell'uomo"

 

 

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Mar. 28
January 05

.

 \mathfrak{D}a un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni del mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, sì che alla superficie della felicità non salga che qualche bollicina, come sul pelo dell'acqua - gli si diano la tranquillità e di che vivere, al segno che non gli rimanga proprio nient'altro da fare se non dormire, divorare pasticcini e pensare alla sopravvivenza dell'umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano che avete reso felice, da quel bel tipo che è, e unicamente per ingratitudine, e per insultare, vi giocherà un brutto tiro. Egli metterà in gioco persino i pasticcini, e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e capriccioso elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità... »
F. Dostoevskij - Memorie dal sottosuolo
 
December 10

sensibilità

"La sensibilita', per noi e' quasi come un marchio di fabbrica.
...e' cosi' facile riconoscerci
...siamo una casta di uomini e donne che si fanno troppi scrupoli…
Abili nell’auto-produrre dolore, coltivatori diretti di sofferenze,
allevatori di anime...
Capaci di lunghi periodi di estraniazione, di esili punitivi,
ma anche di grandi slanci emotivi e passionali,
talmente travolgenti da risultare esagerati,
sgangherati, incomprensibili.
E’ cosi' difficile per noi adattarsi a questo mondo di cinici calcolatori, che riescono a programmare tutto: le giornate, il sesso, i sentimenti.
Viviamo di precarieta' ed inquietudini, di sogni e ideali...
E per non morire ci affidiamo alle note di una canzone,
ai versi di una poesia...
Siamo spiccatamente individualisti, fragili,
spesso incapaci persino di chiedere aiuto,
costretti a inventarci delle armature per difenderci...
Ma non siamo male, abbiamo solo troppo cuore...
e a pensarci bene...
quel marchio di fabbrica e' anche un marchio di garanzia
...delle persone sensibili come noi almeno...ti puoi fidare"

trucco

trucco si, trucco no
da qualche tempo a questa parte, e più precisamente da quando ho ricominciato a lavorare in hotel, diverse persone mi fanno un'osservazione che sta diventando quasi un'ossessione (per gli altri, non certo per me): "ma lo sai che con un pò di trucco, anche leggero, staresti molto bene?"
non riesco a capire perchè mi si chieda qualcosa di cui a me personalmente non me ne frega niente.
a parte che non saprei da dove cominciare anche se volessi farlo...ma qui il punto è un altro...perchè farlo?
non mi è mai piaciuto truccarmi, odio avere in faccia qualcosa di "estraneo", non mi sentirei a mio agio e poi una cosa che di nome fa trucco non mi ispira molto
la stessa parola dice tutto: è un trucco, qulacosa di finto...non sei tu...e allora perchè truccarsi?
io non voglio nascondermi dietro una maschera di colori
probabilmente a chi mi ha mosso questa osservazione non devo piacere molto....se vuole che mi nasconda dietro fard, ombretti, rimmel e porcherie simili... 
November 24

Prospettiva Nevski - battiato

Prospettiva Nevski

Un vento a trenta gradi sotto zero
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve.
E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi
e vecchie coi rosari.
Seduti sui gradini di una chiesa
aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne
poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinsky.
E poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario
e dei balletti russi.
L'inverno con la mia generazione
le donne curve sui telai vicine alle finestre
un giorno sulla prospettiva Nevski per caso vi incontrai Igor Stravinsky
e gli orinali messi sotto i letti per la notte
e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione.
E studiavamo chiusi in una stanza
la luce fioca di candele e lampade a petrolio
e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere
e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare
l'alba dentro l'imbrunire.

un'altra vita - battiato

Un'altra vita


Certe notti per dormire mi metto a leggere,
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.
Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene,
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione.
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca;
mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali.
Non servono tranquillanti o terapie
ci vuole un'altra vita.
Su divani, abbandonati a telecomandi in mano
storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono.
Sulle strade la terza linea del metrò che avanza,
e macchine parcheggiate in tripla fila,
e la sera ritorno con la noia e la stanchezza.
Non servono più eccitanti o ideologie
ci vuole un'altra vita.